Le 10 migliori ciaspolate in Abruzzo

Condividi su facebook
Condividi su whatsapp
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest

Tempo di neve, tempo di sci. Vero ma non del tutto. Esiste un modo per vivere appieno gli ambienti innevati invernali, apprezzandone senza fretta ogni sfumatura, ed è il ciaspolare. Una attività outdoor che richiama sempre più appassionati di montagna. La ciaspolata è infatti una rilassante passeggiata sulle racchette da neve, che consente di esplorare i boschi silenziosi, nella loro veste invernale, alla ricerca di scorci mozzafiato e perché no, tracce di animali selvatici. L’Abruzzo è in tal senso una meta ideale per emozionarsi, entrando in contatto diretto con la natura, solo apparentemente dormiente. Non è da escludere l’avvistamento di qualche orso marsicano, nonostante il periodo del letargo.

Il leggero avanzare delle ciaspole, che consentono di camminare come galleggiando sul manto nevoso, consente di percepire senza arrecare disturbo ogni suono del bosco. E anche del profondo di se stessi. L’esperienza della ciaspolata ha infatti un forte potere immersivo. Si potrebbe dire che in maniera completa coinvolga corpo e mente. Pur essendo una esperienza teoricamente alla portata di tutti, è bene affrontarla con la giusta prudenza. Esistono infatti una molteplicità di itinerari di crescente difficoltà sulle montagne dell’Appennino abruzzese, vette che nei secoli hanno affascinato, prima del boom turistico, eremiti, pastori e appassionati di natura. Importante è saper scegliere in funzione della propria preparazione e/o affidarsi all’esperienza di chi conosca bene l’itinerario, meglio ancora alle Guide Alpine.

Abbiamo selezionato per voi 10 tra gli itinerari più gettonati tra gli appassionati di ciaspole in Abruzzo, perfetti da percorrere tra dicembre e marzo. Al termine dell’elenco troverete i giusti consigli per una ciaspolata senza sorprese.

Ceppo – Pizzo di Moscio

  • Difficoltà: EAI
  • Dislivello: 1000 m circa
  • Lunghezza: 20 km circa totali
  • Durata: 7 ore circa

Un itinerario ad anello nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, con punto di partenza e arrivo nella località montana “Il Ceppo”, a 1334 metri di quota, nel comune di Rocca Santa Maria (TE). Si parte dall’Albergo Julia di Rocca Santa Maria, accanto al quale è anche disponibile un ampio parcheggio, comodo per lasciare la propria auto. Dal piazzale (1334 m), si prende la strada che, verso sud, si inoltra in un bosco di abeti. Poco dopo si arriva ad un bivio nei pressi di un camping, da cui si prosegue verso sinistra. Raggiunto dopo un centinaio di metri un casotto verde si continua verso destra, tra gli alberi, salendo verso il versante Nord del Pizzo di Moscio. A quota 1500 m circa si supera un netto crinale e ci si sposta sul versante Sud. Si prosegue lungo un sentiero a filo di cresta fino a una radura, a quota 1700 m circa. Si prosegue lungo una traccia che conduce alla base del Pizzo di Moscio e quindi alla spalla Sud Est che guadagna la vetta a 2411 metri. Il ritorno avviene per lo stesso itinerario di salita.

Cascata della Morricana

La cascata della Morricana ghiacciata – Foto Pino Calandrella
  • Difficoltà: EAI
  • Dislivello: 300 m circa
  • Lunghezza: 20 Km circa totali
  • Tempo: circa 6 ore

Sempre con partenza dall’Albergo Julia, l’itinerario della Cascata della Morricana condivide il suo inizio con il percorso che conduce alla località “Il Ceppo”. Parcheggiata dunque l’auto all’Albergo Julia si procede lungo la strada che, verso sud, si inoltra nell’abetina. Poco dopo si arriva ad un bivio nei pressi di un camping, da cui si prosegue verso destra, seguendo il perimetro del campeggio in direzione di una sbarra. Da qui inizia il sentiero boscato, con evidenti i segnali rossi e bianchi del Sentiero Italia CAI, che conduce alla cascata della Morricana. Dopo circa 7 km su falso piano (30 m di dislivello) si arriva in località Bacciletto, dove è situato un piccolo rifugio in pietra. Il sentiero prosegue e dopo circa un’altra ora si raggiunge un cartello in legno che indica la direzione per la cascata. Il sentiero si fa più ripido e stretto. Mancano solo 2,5 km all’arrivo. Fare molta attenzione a tratti ghiacciati. Una fatica ripagata dalla meravigliosa vista di una delle più belle cascate di tutta la catena montuosa della Laga, in inverno ghiacciata. Il percorso di rientro è il medesimo dell’andata.

Le Pagliare di Tione

  • Difficoltà: EAI
  • Dislivello: 350 m circa
  • Lunghezza: 13 km circa totali
  • Durata: 6/7 ore circa

Le Pagliare di Tione rappresentano una località caratteristica dell’Abruzzo. Si tratta di un piccolo villaggio agro-pastorale perfettamente conservato alle pendici dell’imponente versante nord del Monte Sirente. Nell’antichità, fin dal 1400, gli abitanti di Tione erano soliti spostarsi alle Pagliare in primavera, per avviare le coltivazioni in altopiano e far pascolare gli animali. Le case erano molto spartane, utilizzate in sintesi come pagliai e stalle, con un ricovero per gli abitanti. Il borgo si trova a una quota di 1100 metri. La ciaspolata, che ha il sentore di una passeggiata nel tempo, ha inizio in località Fonte dell’Acqua, presso lo Chalet del Sirente, sulla Statale Sirentina che collega Secinaro (AQ) a Rocca di Mezzo (AQ). Da qui ci si addentra in una faggeta per poi raggiungere il lago di Tempra (1185 m). Usciti dal bosco si prosegue all’aperto, osservati da lontano dal maestoso versante Nord del Sirente. Si arriva così alle Pagliare. Il ritorno è per la stessa via dell’andata.

Dai Prati di Tivo all’Arapietra

Impianti di Prati di Tivo
  • Difficoltà: EAI
  • Dislivello: 560 m circa
  • Lunghezza: 12 km circa totali
  • Durata: 4 ore circa

Il percorso ha inizio presso il piazzale Amorocchi di Prati di Tivo, a una quota di 1450 m. Da qui si imbocca la strada, in inverno solitamente innevata, che conduce attraverso una faggeta da cui si possono godere scorci sul Corno Piccolo. Si esce quindi dalla faggeta, approdando a una terrazza naturale che si affaccia sulle colline teramane e sulla dorsale Est del Gran Sasso. Suggestiva è la vista del Paretone del Corno Grande. Proseguendo a destra si raggiunge la cresta dell’Arapietra. Il crinale appare dapprima ripido, via via più pianeggiante. Si arriva così all’albergo diruto, dal quale il Gran Sasso appare come un “gigante che dorme”. Si prosegue fino alla stazione della Madonnina degli impianti di risalita e a breve distanza al Passo delle Scalette (2100 m). Via di ritorno è la medesima dell’andata.

Altopiano 5 miglia – Serra Sparvera

  • Difficoltà: EAI
  • Dislivello: 700 m circa
  • Lunghezza: 15 km circa totali
  • Durata: 7 ore circa

Questo itinerario ci porta nella Riserva Naturale Monte Genzana e Alto Gizio. Il percorso inizia sull’Altopiano delle 5 miglia, a Roccaraso (AQ). Percorrendolo verso Sud si svolta a destra, verso la Chiesa della Madonna del Casale, ove è presente un’area attrezzata in cui parcheggiare con comodità. L’avventura inizia sulla carrareccia che dalla Chiesa sale verso Ovest, conducendo ad un boschetto. La vista sull’Altopiano, fin da questi primi passi, è meravigliosa soprattutto al mattino. Usciti dal bosco, a circa 1650 m, ci si può soffermare ad ammirare verso Sud il panorama che spazia sul Monte Greco, la valle del Chiarano e la Serra del Chiarano. Si arriva poco dopo ad una conca adibita a pascolo, la radura delle Macerete. Attenti a non perdere l’orientamento per il bianco accecante. Piegando verso Nord Ovest si raggiunge una valle, si prosegue lungo una carrareccia, entrando in una faggeta che conduce ad un secondo stazzo a quota 1700 m: lo stazzo Sparvera. Qui si trova anche l’omonimo rifugio moderno, con accanto i resti del vecchio ricovero. Si prosegue verso sinistra fino alla Sella Sparvera, a 1755 m, e qui il panorama risulta mozzafiato. Gli occhi spaziano sulla Majella, il Monte Genzana, il Monte Rotella, il massiccio del Velino-Sirente e il Gran Sasso. Manca poco alla cresta della Serra, che già è in vista. Si procede verso sinistra, puntando alla fascia di bosco ben evidente, senza però raggiungerla. Con un lungo mezzacosta si raggiunge una radura da cui finalmente si arriva sulla cresta di Nord Ovest, seguendo la quale, con attenzione, si arriva alla vetta (1998 m). Preparatevi alla visione da fiaba del lago di Scanno, che appare come una perla incastonata tra le vette d’Abruzzo. La discesa si effettua lungo il medesimo itinerario di salita.

Campo Felice – Rifugio Sebastiani

Foto FB Rifugio Vincenzo Sebastiani
  • Difficoltà: EAI
  • Dislivello: 550 m circa
  • Lunghezza: 15 km circa totali
  • Durata: 6 ore circa

Un itinerario nel Parco Nazionale del Velino-Sirente, che parte dall’Altipiano di Campo Felice in direzione del Rifugio Vincenzo Sebastiani (2102 m) situato vicino al monte Colletto di Pezza. Lasciate le auto al parcheggio del rifugio Alantino (1554 m) ci si dirige verso le Miniere di Bauxite (1648 m). Da qui si segue il sentiero 1C, nel profondo della faggeta. Usciti dal bosco, si prosegue attraverso la Valle del Puzzillo, e lasciandosi a sinistra un ricovero usato dai pastori, si raggiunge un bivio con un fontanile (1840 m). Si continua a sinistra lungo il sentiero 1C bis, tenendo di fronte la parete del Costone, fino a sbucare su una carrareccia che porta al Rifugio Sebastiani. Il ritorno segue il percorso dell’andata.

Blockhaus

  • Difficoltà: EAI
  • Dislivello: 400 m circa
  • Distanza: 12 km circa totali
  • Durata: 5 ore circa

Una ciaspolata tra mari e monti che prende il via dall’albergo Mamma Rosa (1620 m) sui prati della Majelletta. Si può parcheggiare comodamente l’auto nel parcheggio nei pressi dell’albergo, generalmente utilizzato dagli sciatori che usufruiscono delle locali piste da sci. Superate le piste e raggiunto il crinale che conduce al pianoro del Blockhaus, tocca fare una sosta per inebriarsi della vista sulla Majella. Qui sorge il Rifugio Pomilio, che al ritorno lungo il medesimo itinerario rappresenta un buon punto sosta per una polenta. Ma all’andata meglio proseguire. Si arriva così alla vetta del Monte Blockhaus (2142 m).

Passo del Diavolo – Ecorifugio Cicerana

Passo del Diavolo – Foto Denio Di Nardo
  • Difficoltà: EAI
  • Dislivello: 300 m circa
  • Lunghezza: 12 km circa totali
  • Durata: 4 ore circa

L’itinerario da Passo del Diavolo all’Ecorifugio Cicerana non presenta particolari difficoltà, ma regala grandi emozioni nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Si parte per l’appunto da Passo del Diavolo, sopra Pescasseroli (AQ), per imboccare una carrareccia che offre spettacolari panorami sul Monte Di Valle Caprara, Monte Marsicano e Monte Palombo. Senza grandi difficoltà si arriva all’Ecorifugio la Cicerana. Percorso di discesa è il medesimo della salita.

Rifugio del Diavolo – Monte Turchio

  • Difficoltà: EAI
  • Dislivello: 550 m circa
  • Lunghezza: 16 km circa totali
  • Durata: 5 ore circa

Seconda opzione per una ciaspolata del Diavolo nel PNALM. Parcheggiata l’auto nei pressi del rifugio del Diavolo di Gioia dei Marsi (AQ) si imbocca la strada sterrata che porta verso il pianoro della Cicerana. Dopo 300 m si segue una deviazione a destra e si risale lungo un pendio in un tratto privo di bosco. Si incrocia lungo il percorso una traccia evidente che conduce alla cresta Sud-Est del Monte Turchio (1898 m). Si segue così la cresta, toccando una serie di cocuzzoli minori, costeggiando per un tratto una recinzione di un rimboschimento. Dopo un ultimo cocuzzolo si prende una breve salita che conduce all’ampia vetta. Per il ritorno si segue la stessa via dell’andata.

Val Fondillo e Grotta delle Fate

  • Difficoltà: EAI
  • Dislivello: 600 m circa
  • Lunghezza: 12 Km circa totali
  • Durata: 5 ore circa

Un itinerario nel cuore del PNALM, lungo il torrente Fondillo, affluente del Sangro. La ciaspolata inizia dal parcheggio all’imbocco della valle, adiacente all’area pic-nic Val Fondillo “Centro Foreste” (1080 m), dove è possibile lasciare le auto. Da qui si segue agevolmente il sentiero (segnavia F2) che si snoda su una sterrata che risale tutta la valle, condicendo alla fonte “Acqua Sfranatara” (1220 m). Proseguendo si raggiunge la “Grotta delle Fate” (1316 m). Si consiglia di fare attenzione qualora si voglia scendere nella grotta, facilmente accessibile in estate, meno in inverno. Lungo il percorso è possibile ammirare la catena montuosa Serra delle Gravare, il Monte Amaro e il Monte Marsicano. Percorso di ritorno uguale a quello d’andata.

Il giusto equipaggiamento

Vediamo insieme cosa non deve mancare nel nostro equipaggiamento per affrontare senza sorprese una ciaspolata.

  • Ciaspole. Personali o a noleggio. Il costo medio di un paio di ciaspole noleggiate in loco è sui 10 euro.
  • Scarponi da trekking, alti alla caviglia
  • Bastoni telescopici
  • Abbigliamento a strati impermeabile: pantaloni lunghi, giacca a vento, pile, mantella antipioggia, guanti, cappello, occhiali da sole, eventuali ghette (si consiglia una maglietta di ricambio).
  • Zaino, contenente cibo e acqua a sufficienza
  • Eventuali: binocolo e macchina fotografica.