Monte Rosa, il paradiso del freeride

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Il numero di freerider a caccia di adrenaliniche discese fuoripista su neve fresca, cresce in Italia anno dopo anno. Accanto ad essi aumenta il numero di itinerari descritti su Alpi e Appennini. Tra le località riconosciute come veri e propri paradisi del freeride, il primo posto è per certo da assegnare all’area del Monte Rosa. E’ qui, nel cuore delle Alpi Occidentali, che sorge il Monterosa ski, un vasto insieme di impianti sciistici che si sviluppa su 3 delle 7 vallate dominate dal Monte Rosa: le valdostane Val d’Ayas e Valle di Gressoney e la piemontese Valsesia.

Con i suoi 180 km di piste, il Monterosa Ski rappresenta di fatto uno dei 5 maggiori comprensori sciistici d’Italia. In termini di quota si estende dai 1200 metri di Alagna ai 3275 metri di Punta Indren. Stazione al confine tra la Valle di Gressoney e la Valsesia, raggiungibile dal Passo dei Salati tramite l’impianto “Funifor”, chee rappresenta il punto di partenza di numerosi tra i più amati itinerari fuoripista del Rosa.

Mappa del Monterosa Ski

I pendii di Gressoney, Alagna e Champoluc offrono possibilità quasi illimitate di scelte fuoripista. Anche a livello di difficoltà ce n’è per tutti i gusti, da itinerari adatti a sciatori di medio livello che vogliano sperimentare l’ebbrezza del fuoripista (con il supporto consigliato di Guide Alpine UIAGMA) a freerider esperti.

Accanto alla neve perfetta, il Monte Rosa e i suoi itinerari fuoripista consentono inoltre agli appassionati di immergersi in una natura da fiaba, tra foreste di larici e magiche sfumature del cielo al tramonto, che ingenuamente pensiamo siano responsabili del nome stesso della montagna. In realtà il termine “rosa” deriverebbe da rouja, che significa ghiacciaio.

I fuoripista da non perdere sul Monte Rosa

Andiamo a scoprire insieme alcuni degli itinerari freeride più noti della zona.

  • La Balma. Una grande classica che collega il vecchio impianto di Indren ad Alagna lungo il vallone del Bors. Difficoltà tecnica*: 4.2.
  • La Malfatta. Una discesa selvaggia che dal ghiacciaio di Indren conduce al Rifugio Pastore. Difficoltà tecnica: 4.1.
  • Punta Vittoria. Discesa decisamente estrema, solo per esperti che collega il ghiacciaio del Bors (salendo con la Funifor) a quello delle Piode, giungendo al fondo dei pendii della Malfatta, al Rifugio Pastore e infine Alagna. Difficoltà tecnica: 4.2.
  •  Discesa dello Zube. Dal Passo dei Salati (salendo con gli impianti da Alagna o Stafal) alla stazione di Pianalunga, attraverso il Passo Zube e il canale Giachetti. Difficoltà tecnica: 4.3.
  • Bettolina. Dall’arrivo della seggiovia S.Anna di Gressoney alla partenza degli impianti di Stafal. Difficoltà tecnica: 3.1.
  • Canale dell’Aquila. Dall’arrivo della Funifor a Punta Indren alla stazione di arrivo degli impianti in zona Gabiet, a Gressoney. Difficoltà tecnica: 3.2.
  • Rifugi del Olen. Dal Passo dei Salati al Rifugio Vigevano e i resti del Rifugio Guglielmina e poi giù fino a Pianalunga. Difficoltà tecnica: 3.1.

*La difficoltà tecnica di discesa viene valutata mediante 5 livelli.  I primi tre a loro volta suddivisi in 3 sottolivelli, esprimono le difficoltà dello scialpinismo classico. Il quarto livello identifica lo sci ripido classico, ed è anch’esso suddiviso in tre sottolivelli. Il quinto livello rappresenta lo sci estremo e dispone di sottolivelli illimitati.

  • Livello 1 (1.1, 1.2, 1.3): pendii molto semplici e larghi con passaggi mai superiori a 30°. Dislivello totale inferiore a 800 m ed esposizione nulla.
  • Livello 2 (2.1, 2.2, 2.3): pendii senza difficoltà tecniche, passaggi inferiori ai 35°. Dislivello ed esposizione possono diventare significativi.
  • Livello 3 (3.1, 3.2, 3.3): passaggi tecnici e pendii fino a 35° anche di significativa lunghezza. O eventuali tratti brevi a 40-45°.
  • Livello 4 (4.1, 4.2, 4.3): è il livello classico dello sci di canale o sci ripido. Pendii a 40° molto lunghi con brevi passaggi fino a 50°.
  • Livello 5 (5.1, 5.2, 5.3, 5.4, ∞): pendii a partire da 45° molto lunghi con passaggi ad almeno 50°.

Heliski

Il Monte Rosa offre anche la possibilità di abbinare discese in freeride alla salita in elicottero partendo da Alagna, Gressoney e Champoluc. Sono molteplici i punti di atterraggio, che aprono le porte a discese dai 1000 ai 3000 metri di dislivello. Il punto più alto di atterraggio è rappresentato dal Ghiacciaio del Lys. Altri punti principali sono rappresentati da Porta Nera, Colle della Bettolina, Colle Nord della Testa Grigia, Colle Verra, Colle Felik o Rifugio Sella.

Per pianificare le proprie uscite in heliski si consiglia di contattare Monterosa Experience o Guide Monterosa.

Il momento migliore dell’anno per il freeride sul Monte Rosa

Foto FB @Monterosa

Grazie all’altitudine dell’area ed alla sua esposizione a sud, sul massiccio del Monte Rosa sono garantite frequenti precipitazioni nevose durante tutto l’inverno. Da gennaio a metà marzo si possono trovare le migliori condizioni di neve polverosa e in alta quota è possibile sciare fino alla metà di maggio con ottime condizioni di innevamento.

Equipaggiamento

Partiamo dall’abbigliamento. Equipaggiarsi di giacca antivento, traspirante e impermeabile. Pantaloni impermeabili o isolanti. Maschera da sci. Casco (da scegliere in maniera compatibile con la maschera da sci). Naturalmente scarponi da sci. Passiamo all’attrezzatura: sci da freeride e bastoncini (o snowboard), uno zaino robusto, possibilmente ABS, e il kit da valanga (ARTVA, pala, sonda).

Noleggio attrezzatura

In loco è possibile noleggiare presso numerosi punti vendita sia gli sci da freeride che ARTVA, pala, sonda e zaino ABS. Il costo medio di noleggio per gli sci è di 30-40 euro al giorno, snowboard sui 25 euro, per l’ARTVA 15 euro, pala e sonda 5 euro, zaino ABS 27 euro. Esistono però agevolazioni in caso di combinazioni di noleggio (es. zaino + pala e sonda per 15 euro; sci e scarponi 30 euro) o per più giorni.

Il decalogo delle Guide di Alagna

Di seguito 10 suggerimenti forniti dalle Guide di Alagna sul sito www.alagna.it per una uscita freeride in sicurezza, di cui consigliamo di far tesoro.

  1. RISPETTA TE STESSO. Sciare fuori pista è molto faticoso ed impegnativo, ogni freerider deve avere coscienza di quello che fa e deve sentirsi al massimo della forma per affrontare un fuoripista.
  2. PRECAUZIONI. Leggere il bollettino meteorologico e valanghe, chiedere informazioni al personale sullo stato di rischio del fuoripista e sugli orari di funzionamento degli impianti, sono cose necessarie prima di avventurarsi fuori pista.
  3. COME LEGGERE UN BOLLETTINO VALANGHE. Scala di pericolo per le zone non controllate per gli sport invernali:
    • Debole – Condizioni generali favorevoli. Non percorrere i pendii ripidi estremi in gruppo. Sui pendii più estremi, evitare i freschi accumuli di neve portata dal vento! Attenzione ai pericoli di caduta
    • Moderato – Condizioni in buona parte favorevoli. Evitare tutti i pendii ripidi estremi e quote indicate nel bollettino nonché gli accumuli di neve portata dal vento! Attenzione ai pericoli caduta!
    • Marcato – Condizioni in parte sfavorevoli. È necessario avere esperienza nel giudicare la situazione sul fronte delle valanghe! Le persone inesperte non devono abbandonare le piste o unirsi a un gruppo sotto guida professionale! Evitare i pendii molto ripidi!
    • Forte – Condizioni sfavorevoli. Limitarsi a zone moderatamente ripide, evitare i pendii ripidi! Attenzione alle zone di deposito valanghe (distacchi a distanze, valanghe spontanee). Si consiglia di stare sulle piste.
    • Molto forte – Le possibilità per gite sciistiche sono fortemente limitate ed è richiesta una grande capacità di valutazione locale.
  4. ATTREZZATURA. Dotarsi dell’attrezzatura corretta. Abbigliamento adatto alle basse temperature, arva, pala, sonda, cellulare, c asco, skirama.
  5. MAI DA SOLI. Non avventurarti mai in percorsi fuoripista in solitaria. Se ti accade qualcosa nessuno potrà aiutarti o segnalare la tua posizione. Anche quando si procede in gruppo controllarsi a vicenda.
  6. COSA FARE IN CASO DI DIFFICOLTÀ O INCIDENTE. In caso di difficoltà non togliere mal l’attrezzatura, potresti sprofondare o scivolare peggiorando la tua situazione. Rimani fermo e attendi i soccorsi. Chiunque deve prestare soccorso in caso di incidente e allarmare al più presto il 118, oppure segnalare l’incidente agli impianti
  7. PROCEDURE DA SEGUIRE IN CASO DI INCIDENTE DA VALANGA.
    • A. Farsi un idea della situazione – Osservare la dinamica dell’incidente. Valutare la propria sicurezza evitare ulteriori incidenti
    • B. Allarmare – Allarmare immediatamente il 118, comunicando: chi chiama e da dove (numero di cellulare), cos’è successo e quando, quante persone sono state coinvolte nell’incidente, quali misure sono state prese sul luogo dell’incidente, vi è la possibilità che l’elicottero possa atterrare (meteo, punte di atterraggio, ostacoli).
    • C. Avviare immediatamente la ricerca Se a disposizioni, avviare immediatamente la ricerca con l’apparecchio per ricerca in valanga, spegnere gli ARVA non impiegati. Contemporaneamente effettuare una ricerca acustica e visiva nella zona di deposito della valanga al di sotto del punto di scomparsa dei sepolti.
    • D. Persone ritrovate Liberare dalla neve, testa, torace, e vie respiratorie. In caso di arresto cardiocircolatorio effettuare massaggio cardiaco e respirazione artificiale.
  8. INTERPRETA IL TERRITORIO CIRCOSTANTE. Guarda il territorio che ti circonda e non buttarti alla ceca. Valuta attentamente il tuo percorso e non seguire tracce sconosciute. Ricorda che fuori pista non troverai né segnalazioni né demarcazioni per orientarti.
  9. RISPETTA GLI ALTRI. Non mettere in pericolo l’incolumità altrui, con manovre pericolose o azzardate!
  10. MAESTRI DI SCI E GUIDE ALPINE. Se non vi sentite sicuri o non conoscete il posto affidatevi a un professionista della montagna maestri di sci e guide alpine vi accompagneranno in tutta sicurezza nel fuori pista.