Scialpinismo sull’Etna. Una esperienza tra neve e fuoco

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L’Etna, il vulcano attivo più grande d’Europa, rappresenta una meta cui almeno una volta nella vita, ogni appassionato di scialpinismo dovrebbe puntare. Scivolare lungo i bianchi versanti della montagna, cromaticamente in contrasto con il nero della lava, mentre lo sguardo si perde nel blu profondo del mare all’orizzonte, è decisamente una esperienza senza pari.

Le meraviglie dell’Etna

Il vulcano più famoso della Sicilia, riconosciuto come patrimonio dell’umanità UNESCO, svetta sulla città di Catania con i suoi 3320 metri (dato INGV 2019). Una quota che lo rende il più alto vulcano attivo terrestre della placca euroasiatica. Secoli e secoli di eruzioni hanno reso il paesaggio che lo circonda unico nel suo genere.

Dai piani altitudinali più bassi si incontrano dapprima vigneti, oliveti, frutteti, noccioleti, pistacchieti, e boschi di querce. Salendo in quota, attorno ai 2000 metri, si incontra il faggio. A quote ancor più elevate è la betulla endemica a padroneggiare, con il candore dei suoi tronchi a far da contrasto alla roccia nera rende il paesaggio lunare. Uno scrigno naturale tutelato dal 1987 tramite l’istituzione del Parco naturale dell’Etna.

Le numerose bocche, sparse a varie altitudini lungo le pendici del Mungibeddu o Mongibello, come è chiamato il vulcano nel dialetto siciliano, sono facilmente accessibili dai attraverso numerosi sentieri naturalistici. Ma oggi non siamo qui a parlare di trekking, dunque rimandiamo i dettagli ad un altro capitolo delle nostre esplorazioni lungo lo Stivale. Oggi, come anticipato, si parla di scialpinismo.

Affidarsi a guide esperte

Il consiglio primario, per godere al meglio di questa meraviglia, è affidarsi a professionisti della montagna. Esperte Guide Alpine regolarmente iscritte al Collegio Nazionale.

La sezione CAI di riferimento per chiedere informazioni in merito alle escursioni scialpinistiche sui versanti dell’Etna è quella di Catania.

Il periodo migliore per fare scialpinismo sull’Etna

L’Etna appare innevato per la maggior parte della stagione invernale. Il periodo migliore per indossare le pelli è però tra febbraio e marzo. Spesso i pendii si prestano a discese perfette anche tra aprile e maggio. Gli itinerari percorribili lungo i suoi versanti sono numerosi e di varia difficoltà. Si spazia da facili discese scialpinistische a canalini ripidi. Un terreno di gioco adatto dunque sia ai neofiti che ai più esigenti.

A caccia di fuoripista sull’Etna

Sciare sull’Etna regala sensazioni difficili da descrivere a parole. Raggiungere con le pelli i crateri sommitali per poi gettarsi in discesa accompagnati dai boati provenienti dal profondo della montagna è una esperienza decisamente senza paragoni. Sulla montagna sono presenti due stazioni sciistiche che offrono discese fino a 1000 metri di dislivello. Il comprensorio di Nicolosi sul versante Sud e quello di Piano Provenzana – Linguaglossa sul versante Nord. Mentre di itinerari fuoripista, in virtù della forma conica della montagna, si può godere su tutti i versanti. L’assenza di crepacci, valanghe e slavine rende il vulcano in tal senso un paradiso dello scialpinismo.

Versante Est

Il settore orientale ospita la scenografica Valle del Bove. Un vasto anfiteatro vulcanico di 8 km di lunghezza per 4 km di larghezza, i cui fianchi offrono numerosi canalini con pendenze intorno ai 35°.

Versante Nord

Il versante settentrionale presenta generalmente ottime condizioni di innevamento. Senza grandi difficoltà tecniche è possibile raggiungere il cratere sommitale di Nord Est, il più alto del vulcano e d’Europa, partendo da Piano Provenzana, per poi risalire lungo le piste del comprensorio sciistico fino a quota 2400 circa, e successivamente in direzione Monte Dagalotto. Dopo aver ammirato il magnifico panorama dal bordo del cratere, che in giornate terse spazia dalla costa tirrenica a quella calabra, e ancora sulle Eolie e buona parte della Sicilia orientale, si prosegue verso il Piano delle Concazze, dove sorge l’osservatorio vulcanologico di Pizzi Deneri. Da qui la discesa può avvenire o lungo l’itinerario di salita o, alternativa, mozzafiato, lungo il canalone delle “quarantore” che riconduce all’anfiteatro di Piano Provenzana (1800 m).

Versante Ovest

Il versante occidentale rappresenta la zona più wild. Dalla cima del Cratere Centrale parte il noto fuoripista di Punta Lucia. Una discesa con 1700 metri di dislivello tra vecchi crateri e betulle dell’Etna.

La Traversata

Un classico itinerario scialpinistico è poi rappresentato dalla traversata dal versante Sud al versante Nord del vulcano. L’itinerario parte dal piazzale del Rifugio Sapienza, sul versante Sud a quota 1910 m. Da qui è possibile salire con l’ausilio della funivia si arriva a quota 2500 metri, raggiungendo il Piano del Lago, teatro delle ultime eruzioni etnee. Indossate le pelli si raggiungono i crateri sommitali. Dopo una meritata sosta si inizia la discesa verso Piano Provenzana, versante Nord, passando tra il Cratere Ellittico ed il Piano delle Concazze fino agli impianti di risalita presso Monte Conca.

Come raggiungere Catania

Città di riferimento per raggiungere l’Etna è Catania. Si può scegliere tra varie opzioni per raggiungere la città:

  • Aereo. Aeroporto internazionale Vincenzo Bellini di Catania-Fontanarossa
  • Treno. Linee nazionali Trenitalia.
  • Autobus. Flixbus effettua viaggi con destinazione Catania dalle maggiori città italiane.
  • Nave. Napoli – Catania (diretta). In alternativa navi dirette a Messina da Cagliari, Civitavecchia, Genova, Livorno, Napoli, Salerno. Da Messina è possibile spostarsi a Catania via treno, autobus o auto a noleggio.
  • Auto. La prima opzione è raggiungere la Calabria e imbarcarsi sul traghetto da Villa San Giovanni (RC), sbarcare a Messina e proseguire per Catania. Seconda opzione è prendere un traghetto con destinazione Messina dagli altri porti italiani collegati (vedi punto precedente) imbarcando la propria auto, quindi proseguire in auto fino a Catania.

Come raggiungere l’Etna

Il Rifugio Sapienza è il riferimento per chi voglia raggiungere il vulcano in auto (propria o a noleggio) da Catania per cimentarsi in una uscita scialpinistica.

Per chi abbia raggiunto invece la città via aereo, treno o autobus, è possibile usufruire dei bus della compagnia Ast (Associazione Siciliana Trasporti) che fornisce un servizio di andata e ritorno con partenza dalla stazione centrale di Catania (Piazza Papa Giovanni XXIII). In circa 2 ore si raggiunge il Rifugio Sapienza (versante Sud). Gli orari sono stringenti. Unica partenza da Catania ogni mattina alle 8:15. Unico rientro dal Rifugio il pomeriggio con partenza alle 16:30.

Dove pernottare

Il Parco dell’Etna è costellato da rifugi che rappresentano un ottimo riferimento per pernottare alla base del vulcano. In alternativa numerosi sono anche i B&B.

I rifugi più noti nonché più comodi per le uscite scialpinistiche sono il Rifugio Citelli e il Rifugio Sapienza.

Il Rifugio Salvatore Citelli è stato costruito nel 1934, nella zona Nord Est del’Etna,  nel territorio di Sant’Alfio (CT). È posizionato a 1740 metri sulla cima del Monte Concazze, su di un vecchio cratere risalente ad antiche eruzioni datate oltre 3000 anni. Dispone di 6 camere, 21 posti letto e 4 servizi condivisi. 

Il rifugio Giovannino Sapienza è stato inaugurato nel 1947. È situato a quasi 2.000 metri di altezza nel territorio di Nicolosi (CT), sul versante meridionale dell’Etna. Interessante è ricordare che più volte, durante la sua esistenza, è stato lambito da colate laviche. Nel 2002 le lingue di fuoco si avvicinarono così tanto al Rifugio da distruggere gli impianti sciistici.

 Attrezzatura necessaria

  • Sci, attacchi e scarponi da scialpinismo, pelli, ramponi, racchette e casco per la discesa.
  • Kit sicurezza: artva, pala e sonda.

Meglio portarla da casa o noleggiarla?

La scelta del portare con sé l’attrezzatura da casa o noleggiarla in loco dipenderà essenzialmente dalla scelta della modalità di viaggio. In auto il problema del trasporto dei propri accessori si pone ben poco. In caso di viaggio via aereo/treno/autobus, la situazione cambia.

Il treno è sicuramente il mezzo in cui risulta più scomodo caricare la propria attrezzatura. Non solo in termini di spazi disponibili ma spesso anche di distanza tra sé e il proprio bagaglio.

In autobus l’attrezzatura meno ingombrante può trovare posto nelle cappelliere a bordo. La più ingombrante nelle bagagliere esterne.

In aereo è possibile cercare di concentrare il possibile nel bagaglio a mano, ma per certo il materiale più ingombrante (sci, racchette, ramponi, artva, pala e sonda) andrà in stiva.

Per viaggiare più leggeri e in tranquillità una soluzione ideale è rappresentata dal noleggio in loco. Tra Nicolosi e Linguaglossa sono molteplici i negozi che, accanto alla vendita di attrezzatura scialpinistica, propongono il servizio di nolo. Il costo medio è di 25/30 euro al giorno.